L’Aruba.it Racing - Junior Team torna in azione all’EuroSpeedway Lausitz

L’Aruba.it Racing - Junior Team è pronto a tornare in pista all’EuroSpeedway Lausitz per il sesto round della Superstock1000 FIM Cup. Il tracciato tedesco rappresenta una novità nel calendario, pur avendo già ospitato il circus del mondiale Superbike dal 2001 al 2007. Sia Leandro Mercado che Michael Ruben Rinaldi hanno preso le misure al tracciato da 4.265 chilometri con due giorni di test a fine luglio, e si presentano in Germania con propositi ambiziosi. Mercado, secondo nella classifica iridata, vuole innanzitutto riprendersi la leadership, dalla quale lo separano soltanto cinque punti. Rinaldi, quarto in campionato, è intenzionato a risalire sul podio e confermare il proprio status di miglior esordiente 2016. Il rientro in pista è fissato alle 09:15 (CET) di venerdì per la prima sessione di prove libere.
Leandro Mercado - (Aruba.it Racing - Junior Team #36) - 144 giri
“Ho davvero tanta voglia di tornare in pista dopo questa lunga pausa. Ci restano tre gare da affrontare con la massima concentrazione. Dobbbiamo innanzitutto recuperare punti, a partire da quelli persi a Misano nel contatto all’ultimo giro, anche se probabilmente i giochi rimarranno aperti fino alla fine. La pista è particolare; mi ricorda Indianapolis, nella quale mi sono trovato bene, ma le numerose buche rendono il lavoro sulla ciclistica particolarmente importante. Nei test abbiamo comunque trovato una buona base di partenza”.
Michael Ruben Rinaldi - (Aruba.it Racing - Junior Team #12) - 132 giri
“Dopo due giorni di test molto positivi, siamo pronti a correre in Germania con obiettivi ambiziosi. Nonostante la lunga pausa, non penso che ci metteremo molto a riprendere il ritmo giusto. L’unica incognita è rappresentata dal meteo, ma siamo tutti nella stessa barca. La pausa estiva mi ha permesso di lavorare tanto su alcune limitazioni, e mi sento molto preparato sia dal punto di vista fisico che mentale. Poi la pista mi piace e si adatta bene al mio stile di guida nonostante le buche, ma non bisogna mai sottovalutare gli avversari”.

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