Il commento di Mister Bencivenni sulla stagione appena conclusa

Dopo la salvezza conquistata all’ultima giornata abbiamo avvicinato il mister della Prima Squadra Gabriele Bencivenni e gli abbiamo chiesto un commento sul campionato appena terminato e sulla sua esperienza alla guida della Castelnuovese. “La stagione della Castelnuovese è positiva!! Senza se e senza ma!!! Per tradizione calcistica tutti si aspetterebbero di trovare la Castelnuovese a disputare campionati da protagonista. La verità è invece che da quattro anni, questa società fa sforzi pazzeschi per mantenere la categoria. E questo gruppo storico di ragazzi , puntualmente si ripete in quello che io definisco un “miracolo sportivo”. E non lo dico perché non reputo questi ragazzi all’altezza, tutt’altro!!! Ma loro prima di tutti sanno che fin dall’inizio avranno da vendere cara la pelle, perché in questo campionato ogni stagione è composta da vere e proprie corazzate, squadre super attrezzate, con dei budget da altre categorie. E forse, proprio per questo, la stagione appena conclusa è stata la più difficile, la più livellata, la più competitiva delle ultime quattro stagioni. I numeri parlano chiaro e i numeri hanno sempre ragione. Sono arrivato a Castelnuovo in una situazione di difficoltà, sia da un punto di vista della classifica, sia da un punto di vista della situazione mentale. Le 4 sconfitte consecutive che hanno portato Riccardo Mussi alle dimissioni hanno turbato notevolmente i ragazzi. Ho trovato una squadra ferita nell’orgoglio, nell’animo, abbattuta per il destino del mio predecessore, fino ad allora autentico condottiero e capo popolo. Ma al tempo stesso ho trovato una squadra fresca a livello fisico, ben allenata. Pronta a nuove e lunghe battaglie. Ho lavorato più a livello mentale, oltre che a trovare qualche accorgimento tattico. In un percorso difficile in cui il tempo per conoscersi a vicenda diminuiva a vista d’occhio. Alla fine però resta un percorso fantastico, nel quale ci siamo tolti anche grandi soddisfazioni come le vittorie di Gaiole, Pontassieve e Soci. Ma anche tanti pareggi “pesanti”, che hanno comunque contribuito a alzare il nostro bottino dei punti finali, oltre che al rafforzamento del nostro morale. E alla fine la classifica dice sempre il vero. La Castelnuovese è salva, potrà ancora partecipare ad un campionato regionale importante. E questo è un risultato strameritato. Abbiamo subito 41 reti, decisamente troppe, ma abbiamo segnato 30 reti, tante quante il Cortona che è arrivato quarto. Abbiamo conquistato 37 punti, un solo punto in meno rispetto alla stagione precedente, dove la zona salvezza era più bassa. 21 punti nel girone di ritorno, con una media quindi da posizione ben più altra. Siamo arrivati a soli 5 punti dal Soci, autentica corazzata. La Rufina ci ha sorpassato di un solo punto, e lo ha fatto solo nell’ultima giornata di campionato, eppure parliamo di una quadra che quest’anno si era rafforzata e nelle ultime 2 stagioni aveva disputato la finale play-off. Abbiamo messo dietro 3 squadre che lo scorso anno erano tutte e 3 avanti alla Castelnuovese. La zona play-off è lontana solamente 10 punti dalla nostra posizione di classifica. E questo la dice lunga sull’equilibrio e sulla competitività di questo difficile campionato. Come dicevo prima, i numeri non sbagliano mai. Questi sono numeri importanti, che testimoniano l’importante campionato della Castelnuovese. Si poteva fare meglio? Certo che sì! Nella vita in generale si può sempre fare meglio, e siccome io sono una persona che non si accontenta mai, cerco di stimolare sempre i ragazzi a dare sempre il massimo, a migliorarsi sempre, ad avere sempre l’ambizione di crescere, di imparare cose nuove. Uno stimolo che deve essere presente anche nelle prossime stagioni, in tutti questi ragazzi e in tutta la società, indipendentemente da quello che sarà il nostro futuro. Castelnuovo, la Castelnuovese e la sua tradizione calcistica meritano sempre il massimo! I dovuti ringraziamenti a tutti i miei ragazzi che si sono sempre messi in discussione, sempre a mia disposizione, grandi lavoratori, prima uomini che giocatori. Un grande ringraziamento a tutta la società che ci è sempre stata vicina senza mai farci mancare il supporto necessario. Voglio citare tutti, perché ognuno a modo suo a contribuito a raggiungere l’obiettivo. Ed inizio dal presidente Lorenzo Baldi, il primo innamorato di questa società. I suoi vice Becucci e Sciarradi, quest’ultimo anche mio grande collaboratore tecnico. Il D.G. Paolo Firli. Tutti i consiglieri e le persone della cucina che con grande amore ci preparano il pranzo del pre-partita (su tutti Ivano e Vilma, instancabili e sempre presenti). Nicola Tognazzi, che se lo definiamo un custode è palesemente riduttivo, un fratello di tutti, un Amico con la A maiuscola, un instancabile lavoratore, un innamorato perso per la maglia amaranto. Tutto il mio Staff, roba da professionisti: il Prof Tommaso Boncompagni, e miei collaboratori Mirko Nannucci, Lorenzo Lombardini, Alessandro Grigioni, Daniele Zamboni, Franco, ed il mio fidatissimo amico Fabio Picchioni che mi segue ormai da 4 anni. Sicuramente mi sono dimenticato di qualcuno, non volendo. ma la famiglia amaranto è talmente grande che è facile farsi sfuggire qualche nome. Ho lasciato volontariamente per ultimo Emanuele Simoni, che nelle categorie che ho citato sopra, non saprei dove inserirlo…….per il semplice fatto che lui è ognuna di essa: giocatore, capitano, direttore sportivo. Una bandiera, ma sopratutto un esempio di dedizione, passione, attaccamento alla maglia, ma sopratutto esempio di notevole umiltà. Un ragazzone di 41 anni suonati, attaccato a questi ragazzi, a questa famiglia. Un leader! Adesso è giusto festeggiare, staccare un attimo la testa. Poi penseremo al futuro”

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