L'Aquila supera 1-0 il Soci e riagguanta la vetta della classifica
| Foto aquilamontevarchi.it |
Aquila M.-Soci 1-0
C.S. Aquila 1902 Montevarchi: Bobini, Pasquini, Pellegrino (76' Ezechielli), Daveri, Brocci, Bartolozzi, Renzi, Mannella, Sguera, Corsi (74' Baldini), Nofri (69' Cuccoli).
A disposizione: Dini, Bartoli, Sbragi, Mori,
Allenatore: Picchioni
Soci: Pennisi, Renzetti, Bronchi, Acciai (87' Tellini), Fantoni, Bigi, Pastorini (55' Vuturo), Innocenti, Ceramelli, Bernardini, Marchidan (61' Cerofolini).
A disposizione: Gennellini, Martini, Brogi, Chianucci, .
Allenatore: Loddi.
Arbitro: sig. Galipò di Firenze Assistenti: sigg. Ricci (Pistoia) e Agresti (Firenze)
Rete: Sguera al 46'
Ammoniti: Acciai (S), Renzetti, (S), Sguera (M), Renzi (M), Brocci (M)
Recupero: +3' 1t, +4' 2t.
L'Aquila si riporta in vetta alla classifica (in condominio col Bibbiena) grazie ad una prova maiuscola di tutta la squadra, annichilendo una pretendente al titolo molto più di quanto dica il risultato e mostrando nel contempo concretezza e fluidità di manovra.
In America la chiamano "estate indiana", in Toscana "ottobrata" ma la giornata odierna ha davvero fatto impallidire le giornate della trascorsa estate.
Chi invece ha dato sfoggio e lustro della sua "magia" è stato il Brilli Peri, gremito oggi da più di 700 spettatori (numeri che fanno invidia a ben altre categorie), determinati come non mai a sostenere e spingere gli aquilotti affinché riafferrassero la testa della classifica.
Se mai ne avessero avuto bisogno i rossoblu, vista l'atmosfera, si caricano oltre misura ed iniziano a schiacciare i casentinesi nella propria metà campo: i tifosi in tribuna si aspettavano una grande prova degli ospiti (visti i trascorsi in categoria e, soprattutto, il primo posto in classifica) ed invece, per tutto il primo tempo, il Soci ha solo cercato di chiudere gli spazi al fine di inaridire il gioco dei locali ma fin da subito è andato in affanno e, nonostante raddoppi di marcatura e frammentazione del gioco, non è riuscito a dare concretezza alla propria tattica.
Al solito, l'Aquila parte al fulmicotone: già al 7' una conclusione di Sguera si perde di poco a lato della porta difesa da Pennisi ed al 15' Pellegrino batte un calcio d'angolo apparentemente corto verso Renzi ma questo, con un'astuta finta, lascia la palla per l'accorrente Mannella (sarà il migliore in campo) che tira una gran fiondata; lo schema è pregevole ma l'aquilotto colpisce la palla col corpo troppo piegato all'indietro e la sua conclusione finisce sopra la traversa.
E' il Montevarchi a fare la partita, col Soci che non riesce a trovare il bandolo della matassa e che, accusando la pressione del gioco dei rossoblu, si fa chiudere nella propria metà campo.
Si tratta di una condizione mentale snervante: a farne le spese sarà Acciai, ammonito per fallo su Sguera.
Al 28' la situazione potrebbe sbloccarsi: su una improvvisa ripartenza la palla giunge, sulla sua destra, a Renzi, il quale alza la testa e crossa teso e preciso verso il centro dell'area di rigore avversaria; sulla palla (un po' alta) arriva Sguera che, eludendo la marcatura, controlla (di petto ? di spalla ? di braccio ?) la sfera e tira un forte rasoterra che s'insacca.
Non c'è però ne' tempo ne' modo di gioire, perché Galipò (fiscale, usando un tenue eufemismo, la sua direzione di gara) non solo annulla la rete (e viene pesantemente apostrofato dalla tribuna) ma ammonisce l’attaccante rossoblu per fallo volontario di mano, tra lo sconcerto e l’incredulità di tutti, a partire dal diretto interessato.
Comunque, nonostante gli sforzi dei casentinesi il clichè della partita non cambia: al 33’ un’improvvisa apertura sulla sua destra di Renzi innesca Nofri che, arrivato quasi sulla linea di fondo, con un dribbling si sbarazza dell’avversario e rimette la palla al centro: la difesa corto e così Mannella, appostato sulla lunetta dell’area di rigore, fa partire un forte tiro che sfiora il palo destro della porta del Soci.
Nella ripresa, però, il copione cambia: passano solo circa 40 secondi dalla battuta del calcio d’inizio quando Nofri, sulla trequarti di destra, s’impossessa di una corta ribattuta della difesa avversaria, cambia stranamente andatura, quanto basta per attirare su di se l’attenzione dei difensori e, all’ultimo istante, smista la palla ancor più sulla destra ma dentro in area di rigore per Renzi, il quale tira mirando all’angolino sinistro della porta di Pennisi: Mannella non riesce ad arrivare sulla palla ma, poco più in là , è appostato Sguera che, sgusciato via ad Acciai, scaraventa la palla in rete.
Dopo l’esplosione di gioia i tifosi temono il ritorno del Soci (non foss’altro che la tattica attendista del primo tempo è necessariamente andata in frantumi) e invece inizia una sorta di monologo rossoblu, costellato però da una numerosa quanto incredibile serie di occasioni di rete mancate per poco.
Già al 48’ Sguera ci prova di testa ma la palla termina di poco alta ed al 51’ Corsi, sulla sua sinistra, difende una palla ed appoggia sulla fascia all’accorrente Pellegrino, che gira al centro (di prima) verso Mannella che, con una verticalizzazione improvvisa, smarca Renzi, appostato appena fuori (sulla sua destra) dell’area di rigore il quale, con uno scatto bruciante, si sbarazza di Bigi, si accentra e mira all’angolino basso alla destra di Pennisi ma la palla, clamorosamente, sfiora il palo e si perde sul fondo.
Solo al 58’ il Soci riesce a portarsi nella metà campo avversaria (complice un rimpallo perso a centrocampo): un lancio lungo pare perdersi verso la bandierina di sinistra dei rossoblu ma Renzetti ci crede e corre verso la palla e, complice una ingenuità di Pellegrino, si impossessa della sfera proprio lungo la linea di fondo campo e, prima di entrare nell’area piccola, crossa basso per l’accorrente Bernardini che, appostato all’altezza del dischetto del penalty, fa partire un forte tiro incrociato che però si perde sopra la traversa (sarà questa l’unica azione degna di nota dei casentinesi in tutta la partita).
Il pericolo scampato sferza gli aquilotti, che ricominciano a macinare gioco (e non molleranno più, fino alla fine, il “pallino” della partita): una ripartenza di Bartolozzi viene prolungata da Renzi (appostato sulla linea laterale alla sua destra) verso Mannella, che allunga il passo, semina Fantoni e smista alle sue spalle per l’accorrente Nofri, che raccoglie la palla (vanamente contrastata da Bronchi) ed affetta l’intera area di rigore ma, trovandosi troppo decentrato sulla sua destra, opta per un cross basso verso il centro ma nessuno dei rossoblu vicini riesce ad arrivare in tempo sulla palla.
Al 69’ Cuccoli entra per (l’applauditissimo) Nofri e, solo 2 minuti più tardi, si rende protagonista di un episodio clamoroso: una corta (e goffa) respinta di Pennisi viene intercettata dall’attaccante che, trovandosi all’incirca a 25 metri dalla porta avversaria, con bravura ed istinto si produce in una potente rovesciata, indirizzando la palla verso l’angolino alto alla destra del portiere.
Tutto il Brilli Peri si alza in piedi non appena nota la parabola decisa e precisa della palla ma, proprio all’ultimo istante, Pennisi, con un autentico capolavoro, ha un guizzo incredibile e tocca la sfera quel tanto che basta per toglierla dalla propria porta (dopodiché l’occasione sfuma).
Il Soci ormai è in balia degli eventi: al 73’ Cuccoli parte nuovamente in contropiede e poi rimette al centro verso Corsi: questo tocca di poco indietro verso Sguera ma la sua conclusione sorpassa di poco la traversa.
Capendo che gli avversari sono stati annichiliti il Montevarchi termina la partita mirando soltanto a mantenere il possesso della palla e controllare senza troppi patemi la partita: i 4 minuti di recupero concessi da Galipò (continuamente “beccato” dai tifosi rossoblu per le sue decisioni fastidiosamente pignole) non cambiano l’esito della partita e, una volta finita, i giocatori si godono prima una lunga ovazione da parte dei tifosi (che oggi si sono spellati le mani dagli applausi parecchie volte) e poi il tifo della Curva Farolfi.
La soddisfazione per aver riconquistato la vetta della classifica è enorme ma tutti quanti i giocatori vengono esortati dalla dirigenza a mantenere i piedi per terra, poiché proprio le prossime partite (prima a Grassina e poi in casa col Bibbiena) potrebbero dare una impronta ed una svolta importante al campionato dell’Aquila.
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