Sabato, tra Fiordigiglio e Castellucci, chi perde é "fuori"
Il trentenne imbattuto campione UE dei superwelter Orlando Fiordigiglio (18-0-0; 9 ko), torrese trapiantato ad Arezzo, sabato sera a Manzano (Udine) metterà in palio la propria cintura contro il trentaduenne abruzzese di Avezzano Stefano Castellucci (23-3-0; 10 ko), in un derby tutto italiano che sarà arbitrato da Guido Cavalleri (giudici Adrio Zannoni, Massimo Barrovecchio e lo svizzero Guggenheim).
Il match sarà teletrasmesso da Italia1 alle 23.45 e tale circostanza, se da una parte certifica la considerazione riservata alla sfida, dall’altra aumenta le responsabilità dei protagonisti, chiamati a sostenere una prova di livello tale da contribuire alla credibilità del pugilato, di nuovo su una rete importante dopo un lunghissimo oblio.
FiordigiglioOrlando Fiordigiglio, il longilineo detentore, è un atleta dotato di buone risorse tecniche correlate ad un preciso e insistente jab sinistro, di mani piuttosto pesanti e di un pugilato spettacolare che piace al pubblico. Eppure, dopo aver conquistato la vacante cintura tricolore nel marzo 2013 sconfiggendo il corregionale Salvemini ai punti e tre mesi dopo Giuseppe Langella per kot al 6° round, con in palio il vacante titolo UE della categoria, è salito sul quadrato soltanto due volte, a certificazione della saltuaria e insufficiente attività che i professionisti italiani svolgono, anche quando sono pugili di un certo valore. In questo 2014, ha surclassato in Febbraio nella sua Arezzo l’inconsistente ungherese Varga, finito ko alla 2^ ripresa per poi difendere brillantemente il proprio titolo, aggiungendovi pure quello Wbc International, contro l’orgoglioso e tutt’altro che rassegnato spagnolo Ruben Varon, il quale gli ha reso la vita non semplice prima di essere fulminato al 7° round con uno spettacolare ko. Fiordigiglio occupa, nelle ultime graduatorie dell’Ebu, il primo posto alle spalle del campione europeo Jack Culcay, ecuadoregno di Germania e già campione mondiale dei dilettanti a Milano. Inutile sottolineare quanto importante e decisiva sia la vittoria su Castellucci per il suo futuro, dal momento che passare dal “titolino” UE a quello Ebu rappresenterebbe un passo molto lungo e difficile, ma anche l’occasione di dare una svolta fondamentale alla propria vita di uomo e di atleta.
Farà ovviamente di tutto per mandargli in fumo tali aspirazioni Stefano Castellucci, fisicamente a lui molto simile (1m. 77 contro 1m. 79), professionista dal 2006 e quindi con 4 anni d’esperienza in più rispetto a Fiordigiglio e ritornato tra i superwelter dopo una parentesi probabilmente stressante e sofferta nella categoria inferiore dei welter. E’ vero che tra i kg. 66.700 ha avuto l’opportunità di battersi per la cintura continentale contro Bundu e per quella UE contro lo spagnolo Ceferino Garcia, ma è altrettanto vero che sia nella prima occasione (14 luglio 2012 a Udine, per DT) che nella seconda (18 ottobre 2013 ad Avezzano, per kot alla 7^ ripresa), è stato nettamente battuto. Oggi, probabilmente più in pace con la bilancia e quindi rinvigorito, si dichiara pronto a sovvertire i pronostici e ad infliggere al detentore la prima sconfitta della carriera. Per aspirare a ciò, ci dovrà essere comunque il Castellucci che si sbarazzò di Tobia Loriga, allora in piena auge, con un sorprendente ko al 1° round; un Castellucci pieno di fiducia in se stesso e desideroso di arrivare in alto, deciso nell’affondare il proprio pesante destro e senza incertezze psicologiche. Sono passati 6 anni da quel giorno, ma l’abruzzese è ancora relativamente giovane e la possibilità di ritrovarlo come allora non è remota. Dovrà superare l’ostacolo rappresentato dalla superiore tecnica del rivale e cercare l’affondo duro, guardandosi però nello stesso tempo dai suoi colpi lunghi, insidiosi e precisi. Impresa quindi non facile, ma oltre la quale, sia per l’uno che per l’altro, potrebbe aprirsi la chance “della vita” per il titolo d’Europa, che già fu di tanti campioni italiani, tra in quali i mitici Visintin, Mazzinghi e Duran.
E’ palese, quindi, che Fiordigiglio-Castellucci non dovrebbe deludere, almeno sotto l’aspetto spettacolare ed agonistico, perché il verdetto non concederà probabilmente molte possibilità di rapido riscatto, almeno a livello internazionale, a chi uscirà sconfitto e quando il pugilato implica conseguenze di tale portata, allora diventa implacabilmente “vero”.
Nel contorno, sorprendente sfida a livelli di pesi superleggeri tra il 39enne cubano friulano Brunet Zamora (25-2-2; 11 ko), già campione italiano, europeo, Ue, Interc.le Wba e sfidante per il mondiale ad interim di Mosquera, che se la vedrà con il coetaneo parmese Cristian Pastarini, il quale ha un record di soli 6 match, dei quali 3 vinti e 3 persi, in tre anni di professionismo…
Ritorna poi sul ring il 34enne massimo triestino Fabio Tuiach (25-3-0; 15 ko), che cercherà di riprendere il cammino dopo la sconfitta per kot al 6° round, subita per mano del campione d’Italia Matteo Modugno, oltre un anno fa a Salò. Non dovrebbe complicargli troppo la serata il croato Hrvoje Kisicek (8-12-0; 2 ko), un onesto mestierante e nulla di più.
Potrebbe anche non arrivare all’ultimo gong l’incontro tra il 25enne triestino Fabrizio Leone (6-4-0; 5 ko) e l’ex-tricolore dei massimi-leggeri, il 32enne piemontese Maurizio Lovaglio (16-10-0; 10 ko), reduce dalla deludente prestazione di un mese fa, quando si è arreso per squalifica alla 5^ ripresa contro il croato Vugdeljia, di fronte al proprio pubblico di Grugliasco. Sarà la rivincita di un incontro avvenuto un anno fa, che Lovaglio s’aggiudicò ai punti dopo molti patimenti. Entrambi hanno nella potenza la loro arma migliore ed entrambi rischieranno. E molto.
Infine, l’ancora invitto 25enne superpiuma di Pontedera Alessandro Balestri (7-0-0; 2 ko), a digiuno di boxe dal maggio del 2013, se la vedrà con il 28enne parmense Roberto Priore (6-3-0; 1 ko), a sua volta ritornato sul ring quest’anno dopo ben 6 anni di lontananza. Sono due ragazzi tecnici e in grado di garantire una prova certamente più che dignitosa.
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