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Aquila derubata a tempo (già) scaduto, la società protesta in modo roboante

Montevarchi - Maliseti Tobbianese 2-2
AQUILA MONTEVARCHI: Lampignano, Daveri, Stefanelli, Corsi, Bartolozzi, Cela, Sorbini, Ferri, Vangi, Orlandi (80'Menichetti), Mannella. A disp.: Nardone, Scaramucci, Marcelli, Celindi, Lazzerini, Renzi. All.: Rigucci.
MALISETI TOBBIANESE: Colombo, Del Bianco, Myslihaka, Lupetti, Di Giusto, Tarli, Giandonati, Nardoni, Lorenzi, Landolina, Rosi. A disp.: Battagliero, Marini, Caggianese, Cardillo, Casarin, Maffii, Cerbai. All.: Rossi.
ARBITRO: Matteo Campagni Firenze, coad. da Marco Toce e Mattia Francesco Capanni Firenze
RETI: 5' Orlandi, 32' Nardoni, 75' Vangi, 93' rig. Nardoni
Note : espulso Stefanelli all'80' per entrata in gioco pericoloso. Ammonito Cela (M)
A tempo oramai scaduto (recupero compreso) un rigore immaginario reala a "la" Maliseti Tobbianese il pareggio e la cosa fa inferocire tifosi e società, che annuncia una protesta che, se davvero andasse in fondo, sarebbe a dir poco non solo clamorosa ma quanto meno roboante. Sotto un cielo color catrame si sono "eroicamente" affrontate oggi al Brilli Peri l'Aquila e "la" Maliseti Tobbianese, i valdarnesi erano costretti a vincere per restare agganciati alle squadre di testa per aspirare a qualcosa in più di un posto nei playoff mentre i pratesi sono scesi in campo ben decisi a vendere cara la pelle: ne è scaturita una partita spigolosa e frammentata (fortemente condizionata dalle condizioni atmosferiche quanto mai ostili, specialmente a partire dal secondo tempo, tant'è che l'arbitro ha richiesto - ed ottenuto - l'accensione delle luci artificiali per proseguire l'incontro regolarmente) dove il signor Campagni di Firenze ha stupito tutti quanti, arrogandosi il ruolo non richiesto di protagonista del match. Passa in vantaggio il Montevarchi al primo affondo: al 6' una dormita della difesa ospite spiana la strada a Stefanelli che, dalla sinistra, arriva nei pressi dell'area di rigore, crossa al centro dove c'è Vangi che, lesto, tocca in area per Orlandi che, di piatto, sigla il suo secondo gol in rossoblu. Parrebbe tutto facile per gli aquilotti che, dopo in accattivante inizio fiammeggiante, tendono a controllare il gioco ed a lasciare che siano gli ospiti a fare la partita ma proprio loro, attorno al 30', si procurano un rigore per un vistoso fallo di Cela in area (che viene ammonito): sul dischetto si presenta Nardone che spiazza Lampignano. Schiuma rabbia l'Aquila che si riversa in avanti ma la difesa dei pratesi, seppure con affanno, respinge gli attacchi portati più con foga che con ordine dagli aquilotti. La ripresa si apre con lo stesso copione del primo tempo, ossia Montevarchi in avanti e "la" Maliseti in difesa ma, in un ruolo non richiesto, il signor Campigni occupa platealmente il centro della scena. Prima nega un rigore addirittura solare per il Montevarchi, quando, su una mischia in area, un difensore pratese non trova altro se non intercettare vistosamente col braccio un tiro di Vangi che, diversamente, sarebbe finito in fondo al sacco, poi concede (tra le vigorose proteste dei pratesi) il gol del raddoppio allo stesso Vangi (a sentir loro si sarebbe smarcato in modo falloso), poi espelle direttamente Stefanelli, reo si di un intervento "duro" su un avversario ma, a detta di tutti, sanzionato in modo assolutamente sproporzionato all'entità di quanto commesso. Ridotto in inferiorità numerica il Montevarchi si cautela, Rigucci toglie un esausto Orlandi per Menichetti ma il Maliseti, oramai senza più nulla da perdere, si riversa nella metà campo avversaria e vi resterà fino alla fine. Si arriva al 90: contando le sostituzioni l'arbitro concede 3 minuti di recupero, durante i quali i giocatori del Montevarchi allontanano più volte la palla nell'area avversaria, senza però inutili plateizzazioni. Al 93' i tifosi locali urlano alla giacchetta nera che la partita sarebbe finita ma questa è di diverso avviso e lascia ancora giocare. Si arriva dunque al 94: un incursore ospite viene affrontato in ara da Daveri. "Affrontato" è voler usare una parola grossa, in realtà il pratese è già per terra quando il rossoblu gli si fa avanti ma, tra la sorpresa e lo sconcerto generale, l'arbitro concede la massima punizione. Inutili le proteste del capitano, dei giocatori e di tutti gli sportivi presenti, anzi: l'arbitro fa capire chiaramente che ha già fischiato la fine dell'incontro ma, come recita il regolamento, farà battere la massima punizione. Tutto quanto adesso grava sulle spalle di un incolpevole Lampignano ma Nardone non si fa impietosire e fissa il risultato sul 2-2, fra le vigorose e vibranti proteste dei tifosi, che apostrofano i pratesi al grido di "ladri, ladri !" Tutto finito ? In campo per forza ma negli spogliatoi ribollono anime e sangue. La società del Club Sportivo Aquila 1902 di Montevarchi comunica, in modo clamoroso, che, per protestare contro le decisioni prese dal signor Campagni, l’intero consiglio d’amministrazione dell’Aquila Montevarchi ha rassegnato le dimissioni in blocco. Non finisce qui: ritenendo che questa sia la goccia che fa traboccare il vaso (gonfiato, durante tutto il campionato, da decisioni arbitrali quanto meno opinabili), la società comunica che domenica prossima minaccia di non schierare la squadra in quel di Campi Bisenzio (notizia ripresa sia dalle radio locali che da Valdarnopost.it). Sulla pagina ufficiale di facebook la società rincara la dose: non solo minaccia di non presentarsi a Campi Bisenzio ma di ritirare la squadra dal campionato: evidentemente, stufa di essere presa per i fondelli e di farsi condizionare da arbitri ritenuti non all'altezza, decide di contestare alla radice il campionato stesso, condizionandolo con una scelta a dir poco roboante. Questa si che sarebbe una protesta clamorosa: mai, nella sua centenaria storia, l'Aquila ha preso partita persa a tavolino per non essersi schierata in campo (memorabile un episodio accaduto durante il campionato di serie C nel 1942/43, ossia in piena seconda guerra mondiale: martoriata dagli eventi, dissanguata dai richiami alle armi di tutti i titolari, pur di non soccombere a quest'onta la società si dichiarò disposta a scendere in campo, contro il Perugia, addirittura in casa, con soli 8 effettivi, così come documentato nel libro "Il Tempio del Tifo") ma se la società si è risolta per questo tipo di protesta significa che è decisa a portare fino in fondo la sua contestazione verso i designatori arbitrali ed l'intero Comitato Regionale Toscano, che troppe volte ha affossato la società con decisione a dir poco sconcertanti (il caso Sorbini ne dà testimonianza).

www.aquilamontevarchi.it