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Sansepolcro vicino al baratro

“Citti qui è na bega”: parola di borghese DOC. Una situazione senza dubbio delicata quella che sta attraversando il Sansepolcro in questo finale di stagione. Pesante e oltretutto secondo KO consecutivo per i bianconeri, questa volta in casa della Colligiana con il più classifico dei risultati. Un Sansepolcro che ha completamente perso quella brillantezza e capiamo perfettamente che non è affatto facile trovare il morale giusto per affrontare questa parentesi finale del campionato davvero molto incandescente. Piove insomma sul bagnato in casa del Sansepolcro dove si aggiunge anche la tegola di Filippo Volpi al quale facciamo gli auguri di pronta guarigione. Tre squadre racchiuse in una manciata di punti a tre giornate dall’epilogo finale, più una che potrebbe fungere un po’ da ago della bilancia ma che combatte ancora per posizioni ben più ghiotte. Sansepolcro, Scandicci e Massese che ancora devono giocare contro il Gavorrano che domenica sarà ospite del Buitoni. Ciò cosa significa? Che i bianconeri sono obbligati alla vittoria in tutte le gare, sperando in qualche passo falso delle dirette avversarie: insomma, in conclusione il Sansepolcro deve fare in tre gare – nove punti disponibili – almeno un punto più della Massese per sperare in uno scontro playout. Adesso come adesso, se il campionato fosse terminato domenica, per il Sansepolcro sarebbe retrocessione diretta. Tanto l’impegno che mettono sul campo ogni domenica i ragazzi, ma alcune volte la tensione fa da padrona non mettendolo in mostra fino in fondo: spesso sono i soliti errori banali a condizionare le partite; Sansepolcro che parte forte, perché comunque deve fare punti, ma nel momento in cui va sotto talvolta non riesce a rialzare la testa in tempo. E’ senza dubbio difficile trovare le parole giuste per commentare situazioni del genere, dove per il momento è solamente la matematica che da qualche speranza al Sansepolcro: ogni parola in più potrebbe mettere il dito nella piaga. Armiamoci e partiamo: mancano tre giornate, facciamo questo sforzo per mettere una pezza a questa stagione così travagliata. In questa situazione al dì la dell’attaccamento della maglia e delle belle parole, occorrono più fatti concreti sul campo; trovare quello spirito giusto e le certezze tra gli stessi giocatori. Occorre, quindi, essere più squadra sia fuori che dentro il campo. La situazione è comunque costantemente monitorata e la società è consapevole che qualcosa è stato sbagliato: si poteva fare di meglio, ma comunque emerge un certo spirito di rivalsa e non si respira certamente disinteresse. Dopo l’annata “balorda” si cercheranno di limitare problematiche per il futuro: stagioni del genere ne capita una ogni 22 anni. Ci auguriamo tutti di mettere una toppa in qualche maniera e di ripartire più forti di prima. Per il momento stringiamo i denti.