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Un anno senza calcio ma la Uisp c'e'


Un anno senza sport di base, un anno senza lo sport amatoriale, un anno senza calcio. Dodici mesi lunghissimi, un compleanno amaro. La vita di ognuno di noi si è improvvisamente trasformata, ad iniziare dalla possibilità di socializzare, comunicare, sorridere. Abbiamo accantonato tutte le complicità sociali che ci eravamo costruiti e che ci hanno consentito di arricchire il patrimonio culturale personale attraverso il quale abbiamo trasmesso valori da generazione in generazione. Lo sport e le attività lavorative hanno pagato il prezzo più alto di questo infausto anniversario. La UISP aretina, ha interrotto i propri campionati di calcio e molte delle proprie attività sociali, inserite proprio nello sviluppo di quei valori sopra citati e a movimentare la vita reale dei cittadini. Lo abbiamo fatto nel rispetto delle leggi e di quei valori che da sempre sono propri dell’associazione, ovvero attività fisica per il benessere del cittadino. Lo sgomento è stato da subito evidente per tutti. I mesi successivi hanno alternato speranza a improvvisa disillusione. La paura e il senso di responsabilità hanno giustamente avuto il sopravvento su quello che per molti, forse per tutti, era lo spazio necessario per scaricare le tensioni di una giornata o settimana lavorativa. Il grande patrimonio di aggregazione si sta affievolendo per la mancanza di contatto fisico e visivo. Ci siamo fatti rapire ancor di più dai social attraverso gli strumenti tecnologici; austeri, aridi e privi di emozioni. Non è davvero la stessa cosa. La Uisp, in questi ultimi anni ha cercato di proporre un’attività sportiva che potesse andare a soddisfare le fatiche e i sacrifici che ogni società mette in campo per tenere insieme un gruppo di persone, ragazzi in particolare. Questo processo di crescita nel sistema organizzativo si è interrotto a causa di questa pandemia. Dodici mesi di fermo e ancora qualche altro in attesa di una desiderata ripartenza. La Uisp c’è! Nel frattempo si è svolto il congresso che ha visto un cambio al vertice, con innesti di donne e uomini giovani per dare impulso, continuità e speranza all’Associazione. Sono decadute le cariche e sono in corso le nuove nomine dei Responsabili di Struttura, con conferme e nuovi innesti. Per il calcio la responsabilità è rimasta a Giorgio Fucini. La conferma è avvenuta la sera del primo marzo con l’incontro con le Associazioni sportive, passaggio necessario per esercizio democratico, le quali hanno espresso il proprio consenso alla riconferma. Alla riunione, in webinar, hanno partecipato oltre 60 Società con le quali si è lungamento affrontato il momento storico del calcio amatoriale. Tanti gli interventi di grande spessore, a conferma dell’interesse che c’è verso la ricerca della ripresa dell’attività. Tutte le vallate rappresentate in una tavola che aveva come progetto quello di quale calcio amatoriale ci si prospetterà al momento della ripartenza. Timori, senso di responsabilità, idee e soprattutto sana passione hanno tenuto viva la sera per circa due ore. In un primo momento la legislazione, se pur con molte difficoltà nelle sue applicabilità, aveva aperto ad una eventuale ripartenza a breve ma in seguito alla chiacchierata con le nostre associazioni ha prevalso la cautela con la consapevolezza che con la situazione epidemiologica attuale è impossibile fare calcio. Ci siamo dati appuntamento in primavera per cercare di interpretare al meglio la luce ancora flebile che si vede alla fine di questo tunnel. Il vaccino ci darà la possibilità di disputare questa gara. Per tutti sarà una vittoria! Le Società ci sono, pur con enormi difficoltà, la UISP c’è senza alcun dubbio.

UISP AREZZO

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